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I CARE: quando fermarsi è il primo atto di cura

I CARE: quando fermarsi è il primo atto di cura

In un tempo che ci abitua continuamente a correre, fermarsi diventa quasi un atto rivoluzionario.

È da questa riflessione che è nata la TownHall I CARE “Quando la cura di sé diventa valore collettivo”, vissuta il 25 maggio all’interno dei Giardini Segreti di Villa Marcello Marinelli a Cison di Valmarino (Treviso).

Una giornata costruita attorno a una domanda tanto semplice quanto profonda: “Quando è stata l’ultima volta che vi siete fermati davvero?”

Tra sentieri, pietre, luce e ombra, al cospetto di un ippocastano di 163 anni, il team di VDA Telkonet ha vissuto un’esperienza dedicata al significato più autentico di I CARE: la cura di sé come fondamento della cura collettiva. Accompagnati da Lucia Ziliotto, Group People, Culture & Organization Manager, e da Andrea Bariselli, psicologo e neuroscienziato, si è affrontato il tema della presenza, dell’ascolto e di tutti quegli automatismi che spesso guidano le nostre giornate inesorabilmente.

Ogni persona ha ricevuto una carta simbolica ispirata agli elementi del giardino, il nido, la pietra, la foglia, la rosa, il sentiero, la luce e l’ombra, trasformando il contesto naturale in uno spazio di riflessione individuale e collettiva. Attraverso journaling, esercizi di personificazione e momenti di confronto, il team si è fermato ad osservare il modo in cui ognuno vive il proprio lavoro, le relazioni e la presenza reciproca.

Domande semplici, ma essenziali:

Come faccio sentire le persone quando lavorano con me?
Che traccia sto lasciando nei contesti che vivo?
Quali automatismi dovremmo avere il coraggio di lasciare andare?

Il senso di I CARE parte da qui: dal ricordare che la cura non è qualcosa di astratto.
È attenzione.
È presenza.
È il modo in cui si sceglie di stare con sé stessi, con gli altri e nei contesti che viviamo ogni giorno.

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